Chissà cosa combina il vecchio Hemingway è il titolo del laboratorio di scrittura creativa che terrò a breve a Sampeyre (CN). Date: mercoledì 15 e giovedì 16 luglio 2026 dalle ore 17.00 alle ore 18.30. Si replica martedì 4 e giovedì 6 agosto. Il laboratorio si svolgerà presso il Museo Storico Etnografico, ed esattamente nella sala dell’antica piccola scuola di montagna (una location veramente suggestiva!)

Il titolo del laboratorio è una citazione dal racconto L’ultima volta che ho visto Pesca alla trota in America di Richard Brautigan.

Brautigan è l’autore beat che in passato mi ha ispirato alcuni sfiziosi esercizi di scrittura creativa. I suoi testi (alquanto folli) sono letteralmente miracolosi per stuzzicare l’immaginazione!
Ed ecco la citazione che, casualmente, mi è finita sotto gli occhi mentre stavo ragionando sui possibili titoli:
L’ultima volta che ci siamo visti fu in luglio sul Big Wood River, a quindici chilometri da Ketchum. Fu poco dopo che Hemingway si era ucciso da quelle parti, ma all’epoca non sapevo ancora della sua morte. Non l’ho saputo finchè non sono tornato a San Francisco alcune settimane dopo e non mi è capitata tra le mani una copia di “Life” che aveva una foto di Hemingway sulla copertina.
«Chissà cosa combina il vecchio Hemingway» mi son detto. Così ho aperto la rivista e, voltando pagina, ho scoperto che era morto. Pesca alla trota in America si era dimenticato di dirmelo. Sono sicuro che lo sapeva. Deve essergli passato di mente.
Chissà cosa combina il vecchio Hemingway mi è sembrato un titolo efficace, che può incuriosire, oltre ad essere un piccolo tributo a Brautigan e al suo eccentrico amico Pesca alla trota. Caspita, che soprannome! Chi mai sarà? Di sicuro è molto di più di un semplice personaggio. Pesca alla trota è un’entità surreale, uno stato d’animo nonsense, un concetto, nonchè metafora di una perduta America ideale.
Le storie presenti nel libro edito da Einaudi (2017) ruotano attorno a improbabili ruscelli e alla pesca con la mosca. Ma soltanto la diretta lettura di quest’opera così particolare può rendere l’idea di ciò che rappresenta.
Richard Brautigan è anche l’autore di 102 racconti zen (Einaudi, 1999), un libro che attualmente si può acquistare soltato usato. È fatto di storie bizzarre e sufficientemente illogiche. Non si tratta di zen nel vero senso della parola (il titolo italiano è inappropriato), ma la sensazione che trasmette è molto simile a quella dei koan dello zen: spiazzante.
Torniamo adesso al laboratorio di scrittura creativa che terrò a Sampeyre (CN) al Museo Storico Etnografico. Date: mercoledì 15 e giovedì 16 luglio 2026 (riproposto martedì 4 e giovedì 6 agosto).
Chi ha letto i miei precedenti articoli sa quanto fossi intenzionata a non condurre più alcun corso di scrittura. Ma il dato di fatto è che la vita di ognuno di noi si modifica in continuazione, a volte si contraddice, e può capitare che un sussurro all’orecchio ci induca a riprendere le fila di un qualcosa che avevamo abbandonato (e credevamo per sempre). Così è stato. Quando l’ufficio turistico di Sampeyre mi ha lanciato l’idea di un laboratorio di scrittura estivo, ho accettato senza pensarci su (e con piacere).

Parleremo quindi di immaginazione e creatività accompagnati dagli scritti di Antonio Tabucchi, Javier Marias, Murakami, John Gardner (e forse altri). Parleremo di parole, attraverso gli insegnamenti di Ray Bradbury, Gianni Rodari, Dorothea Brande, Giuseppe Pontiggia. E scopriremo insieme gli elementi base della narratologia al fine di acquisire la consapevolezza necessaria a scrivere romanzi e racconti. E poi chissà … come sempre, da cosa nasce cosa.
Se vi fa piacere, nell’articolo Scrivere zen e Satori creativo potete trovare qualche info sul mio modo d’intendere la scrittura e sui miei passati laboratori.
Che la vostra vita sia felice!
Foto articolo di Phuong Luu da Pixabay
















